Una vita come tante
- irenesanzovo

- 9 dic 2022
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 7 feb 2023

Due giorni fa, con il cuore spezzato e il volto rigato di lacrime, ho finito di leggere "Una vita come tante", e ancora non ho trovato le forze per riprendermi. Il secondo romanzo della scrittrice Hanya Yanagihara, pubblicato nel marzo del 2015, segue le vite di quattro amici - Jude, Willem, JB e Malcom - dall'entrata al college fino all'età adulta, permettendo al lettore di entrare nella mente di ciascuno dei personaggi e di comprenderne perfettamente emozioni, gioie e paure. La tecnica di scrittura è a dir poco squisita, e pur essendo un romanzo che va oltre le mille pagine e che si focalizza molto più sulla descrizione e l'evoluzione dei personaggi, piuttosto che su un vero e proprio sviluppo della storia, leggerlo non stanca mai, dalla prima all'ultima pagina.
Il numero di trigger warning presenti in questo libro è veramente spropositato, motivo per cui non consiglierei a nessuno di leggerlo prima di essersi assicurato di averne la stabilità psicologica adeguata. Può sembrare esagerato dare così tanto peso a un libro, ma sono sicura che letto dalla persona "sbagliata" perderebbe completamente la sua magia, rivelandosi solamente un peso e una rovina. Il romanzo tratta, tra i molti altri, temi come autolesionismo, pensieri suicidi, rapimento, abuso di sostanze, disturbi alimentari e morte. È veramente una lettura pesante, e per questo ribadisco l'importanza di sentirsi sereni prima di iniziarla - anche perché non lo sarete una volta finita. Dalla mia personale esperienza riporto all'incirca sei pianti di modeste portate, un pianto vero e proprio e tre o quattro accenni di vomito. Non una lettura da spiaggia, insomma.
La sua magia però sta proprio in questo: nel rivelare nella maniera più precisa possibile le pene e i dolori che ciascuno può provare nella propria vita, e nel farci percepire nel dettaglio lo stato d'animo dei personaggi. Con l'avanzare della lettura, infatti, ci affezioniamo sempre di più a essi, e Yanagihara piano piano li distrugge, distruggendo in contemporanea anche noi. È una lettura davvero difficile, che logora lentamente l'anima e il cuore di chi la intraprende, ma proprio per questo meravigliosa e speciale.



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